Celebrazioni

 

 

SACRAMENTO DELL'UNZIONE
E CURA PASTORALE DEGLI INFERMI


(dal Rituale Romano)

 

 A chi si deve dare l'Unzione degli infermi

Il ministro dell'Unzione degli infermi

Il Viatico

 

7. Nel sacramento dell'Unzione, esplicitamente legato alla preghiera della fede ( cfr . Gc 5, 15), la fede stessa si esprime e si manifesta; devono prima di ogni altro ravvivarla e manifestarla sia il ministro che conferisce il sacramento, sia soprattutto il malato che lo riceve; sarà proprio la sua fede e la fede della Chiesa che salverà l'infermo, quella fede che mentre si riporta alla morte e alla risurrezione di Cristo, da cui il sacramento deriva la sua efficacia ( cfr . Gc 5, 15) si protende anche verso il regno futuro, di cui il sacramento è pegno e promessa.

 

A chi si deve dare l'Unzione degli infermi

  8. L'Unzione si deve dare agli infermi, dice l'epistola di san Giacomo, perché ne abbiano sollievo e salvezza. Con ogni premura quindi e con ogni diligenza si deve prov­vedere al conferimento dell'Unzione a quei fedeli, il cui stato di salute risulta seriamente compromesso per malat­tia o vecchiaia.

Per valutare la gravita del male, è sufficiente un giudizio prudente o probabile, senza inutili ansietà; si può eventualmente interpellare un medico.

9. Il sacramento si può ripetere qualora il malato guarisca dalla malattia nella quale ha ricevuto l'Unzione se nel corso della medesima malattia subisce un aggrava ­mento.

10. Prima di un'operazione chirurgica, si può dare all'infermo la sacra Unzione, quando motivo dell'operazione è un male pericoloso.

11. Ai vecchi, per l'indebolimento accentuato delle loro forze, si può dare la sacra Unzione, anche se non risultano affetti da alcuna grave malattia.

12. Anche ai bambini si può dare la sacra Unzione, purché abbiano raggiunto un uso di ragione sufficiente a far loro sentire il conforto di questo sacramento.

13. Nella catechesi sia pubblica che familiare si abbia cura di educare i fedeli a chiedere essi stessi l'Unzione e, appena ne verrà il momento, a riceverla con fede e devo­zione grande, senza indulgere alla pessima abitudine di rinviare la ricezione di questo sacramento . Anche a tutti coloro che prestano servizio ai malati si spieghi la natura e l'efficacia del sacramento dell'Unzione.

14. Quanto ai malati che abbiano eventualmente perduto l'uso di ragione o si trovino in stato di incoscienza, se c'è motivo di ritenere che nel possesso delle loro facoltà essi stessi, come credenti, avrebbero chiesto l'Unzione, si può senza difficoltà conferir loro il sacramento .

15. Se il sacerdote viene chiamato quando l'infermo è già morto, raccomandi il defunto al Signore, perché gli conceda il perdono dei peccati e lo accolga nel suo regno; ma non gli dia l'Unzione. Solo nel dubbio che il malato sia veramente morto, gli può dare il sacramento sotto condizione (n. 135).

 

Il ministro dell'Unzione degli infermi

  16. Ministro proprio dell'Unzione degli infermi è il sacerdote soltanto. I vescovi, i parroci e i loro cooperatori, i cappellani di ospedali o di case di riposo e i superiori delle comunità religiose clericali, esercitano in via ordinaria questo ministero.

17. È loro compito e loro dovere, con la cooperazione di religiosi e di laici, preparare al sacramento i malati e coloro che li assistono, e conferire poi ai malati stessi l' Unzione. Spetta all'Ordinario del luogo regolare eventuali celebrazioni comunitarie per il conferimento dell'Unzione a malati provenienti da varie parrocchie o da ospedali diversi.

18. Gli altri sacerdoti possono conferire l'Unzione con l'assenso del ministro indicato al n. 16. In caso di necessità, basta l'assenso presunto, con l'obbligo però di informare a suo tempo il parroco o il cappellano dell'ospedale.

19. Quando al capezzale di un malato ci sono due o più sacerdoti, nulla vieta che uno di essi pronunzi le preghiere e faccia l'Unzione con la formula sacramentate prescritta, e gli altri si spartiscano fra di loro le varie parti della celebrazione: riti iniziali, lettura della parola di Dio, invocazioni, monizioni. Ognuno di essi può imporre le mani sul malato.

23. L'unzione si fa spalmando un po' di Olio sulla fronte e sulle mani dell'infermo; quanto alla formula, è bene dividerla in modo da pronunziare la prima parte mentre si fa l'unzione sulla fronte, e la seconda mentre si fa l'unzione sulle mani.

In caso di necessità, basta fare un'unica unzione sulla fronte, pronunziando integralmente la formula sacramentale . Se poi la particolare situazione del malato rendesse impossibile l'unzione sulla fronte, la si faccia su di un'altra parte del corpo, pronunziando sempre integralmente la formula sacramentale.

24. Nulla impedisce che, tenuto conto delle tradizioni o del carattere particolare di una data popolazione, il numero delle unzioni venga aumentato o che se ne cambi il luogo: questi eventuali cambiamenti dovranno però esser previsti e predisposti nei Rituali particolari.

25. La formula per il conferimento dell'Unzione degli infermi è la seguente:

per questa santa unzione
e la sua piissima misericordia
ti aiuti il signore con   la grazia dello spirito santo.
amen.

e, liberandoti dai peccati, ti salvi e nella sua bontà ti sollevi.
amen.

 


Il Viatico

26. Nel passaggio da questa all'altra vita, il Viatico del Corpo e Sangue di Cristo fortifica il fedele e lo munisce del pegno della risurrezione, secondo le parole del Signore: « Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, ha la vita eterna, e io lo risusciterò nell'ultimo giorno » ( Gv 6, 54).
Il Viatico sì riceva, se possibile, durante la Messa, in modo che l'infermo possa far la comunione sotto le due specie: la comunione in forma di viatico è infatti un segno speciale della partecipazione al mistero celebrato nel sacrificio della Messa, il mistero della morte delSignore e del suo passaggio al Padre.

27. Tutti i battezzati che possono ricevere la comunione sono obbligati a ricevere il Viatico. Infatti tutti i fedeli che per qualsiasi causa si trovano in pericolo di morte, sono tenuti per precetto a ricevere la santa comunione, e i pastori devono vigilare perché non venga differita l'amministrazione di questo sacramento, in modo che i fedeli ne ricevano il conforto quando sono ancora nel pieno possesso delle loro facoltà 17 .

28. È bene che nella celebrazione del Viatico il fedele rinnovi la fede del suo Battesimo, in cui ha ricevuto l'adozione a figlio di Dio ed è divenuto coerede della vita eterna promessa.

29. Ministri ordinari del Viatico sono il parroco e i suoi cooperatori, il cappellano di ospedale e il superiore di una comunità religiosa clericale. In caso di necessità, amministra il Viatico qualsiasi sacerdote, con il permesso almeno presunto del ministro competente. In mancanza di un sacerdote, può recare il Viatico anche un diacono o un altro fedele, uomo o donna, qualora abbia ricevuto dal vescovo, per concessione della Sede Apostolica, l'autorizzazione a distribuire ai fedeli l'Eucaristia. In questo caso, il diacono usi il rito stesso descritto nel Rituale, gli altri ricorrano al rito di cui si servono abitualmente nel distribuire la comunione, ma pronunzino la formula propria per l'amministrazione del Viatico, come la riporta il Rituale (n. 161).

 

 
Unzione dei malati
Note