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PROLOGO A giudicare dalle innumerevoli “Storie” che sono in circolazione, sembra che i quarti di nobiltà una popolazione li debba trovare nei ricordi di tempi passati che sono sempre belli per definizione e di antiche tradizioni, la cui antichità spesso ha poche decine di anni e l’odore stantio della muffa e reperire nella conoscenza riguardante la vita degli antenati. In realtà questa vita era sempre modesta di cultura e passata in grande povertà e a volte terribili traversie; una povertà che non esimeva la gente dal farsi gli imbrogli che, naturalmente aggiornati, si fanno anche adesso e dal farsi la guerra nei momenti in cui non la subivano. E’ vero però che negli anni passati gli affetti familiari erano profondamente sentiti e il senso di precarietà e di appartenenza ad una comunità creava forti legami di solidarietà nei momenti di bisogno. Anche la vita e la morte non erano fatti privati come lo sono oggi. Forse molti mali della società moderna sono proprio legati al fatto che affievoliti questi legami, l’individuo si sente spersonalizzato, vengono meno i freni inibitori che un tempo moderavano gli eccessi e, in nome della libertà, spunta quella licenza che un tempo era propria delle classi dominanti. Certo è che senza conoscere gli avvenimenti del passato non si è in grado di capire niente del presente e ancora meno di dare un senso al futuro. Il centenario della nascita della nostra parrocchia è l’occasione giusta per richiamare tutte quelle notizie di cultura religiosa che nel tempo si sono tramandate. Anche noi vogliamo scrivere una nostra “storia di Arlesega”, sia pure senza avere pretese culturali, che però riesca a suscitare nelle persone anziane ricordi affettivamente belli che, pur nella miseria della vita, si sono radicati con nostalgia in fondo all’anima e insegnare ai giovani che vogliono vivere una vita serena, a guardare al futuro che non sarà come il presente; dalle responsabilità della vita saranno chiamati a superare le difficoltà che incontreranno e nonostante tutto avranno ragione di essere ottimisti. |
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