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LE LAPIDI COMMEMORATIVE SEGNANO LE TAPPE DEL PERCORSO DI FEDE DELLA PICCOLA COMUNITA’ Sul lato Nord-Ovest della chiesa (evidentemente ancora di proprietà privata pur essendo ormai curazia indipendente) presso la facciata una lapide in pietra di Costoza testimonia di grandi lavori di ristrutturazione che dettero alla chiesa il suo assetto attuale: EXC.MOR CAPITUM EXCELSI COMSILY DECEM DECRETO PRISCAE BORROMEORUM PIETATI RESTITUTUM ANNO DNI. 1666 II IANUAY Che in italiano suona così: Per decreto degli eccellentissimi capi dell'eccelso consiglio dei dieci (questo tempio fu) restituito all'antica pietà dei Borromeo. Anno del Signore 1666, 2 gennaio. Anche il Salomonio riporta una iscrizione trovata nel XIX secolo sotto l'altare della Madonna: PIORUM DEVOTIONE ET DILIGENTIA FRANCISCI GARDELLINI BASSANENSIS ANNO MDCLXVI Tradotta: Con le offerte dei fedeli e per la diligenza di Francesco Gardellini Bassanese. Anno 1666. Nel corridoio centrale della chiesa, davanti agli altari della Madonna e di S. Antonio sul pavimento una lapide ormai poco leggibile riporta la scritta: D. O. M. JOAN. MAR. MER. BASSAN. SACER. OSSA. HIC. IACENT ANNO MDCCLXXIII Che significa: A Dio Ottimo e Massimo - Qui giacciono le ossa del sacerdote Giovanni Mar(ia) Mer. Bassanese. Anno 1773. E’ probabile che si tratti del tumulo di uno dei tanti curati nominati con frequenza dai parroci di Lissaro. Ovviamente l’edificio ha sempre avuto bisogno di manutenzione ordinaria o straordinaria e di adeguamenti alle mutate situazioni. Ad esempio nel 1854 il curato don Giacomo Sartori curò che fosse costruito un nuovo coro e rifatto il soffitto. Ma allora il sacerdote abitava nella casa dei Baroni Roner (oggi demolita), situata al di là del Ceresone, vicino alle casette. La chiesa rimaneva in balia di furti e per questo veniva tenuta sempre chiusa. C’era quindi la necessità di avere una casa Canonica vicina alla chiesa. Ebbene il curato Angelo Finco sostenne con vigore la sua costruzione ed il popolo partecipò con entusiasmo: "Era bello il vedere il ricco e il povero andare a gara, il primo col suo obolo, l'altro con la sua opera, perché presto venisse compiuto il lavoro". In soli 24 giorni l’opera fu portata al coperto e il 05.11.1893 può avvenire la sua inaugurazione. Finalmente nel 1924 arriva in chiesa e in canonica la corrente elettrica. La fornisce una centrale idroelettrica locale di Buia-Carlotto. Si ha anche l'ampliamento del cimitero. Per l’acqua bisognò attendere il 1944 quando si scavò un pozzo nel dismesso cimitero antistante la chiesa. Purtroppo nel 1902 il campanile, addossato alla chiesa, portò il muro fuori piombo e fece crollare anche parte del soffitto del coro e della chiesa. Il 22.02.1903 l’architetto Giordano Sacchetti spediva da Milano il progetto e il 01.04.1903 hanno inizio i grossi lavori di restauro della chiesa. I due archi del coro della vecchia chiesa erano diseguali: il primo era un arco reale, il secondo a sesto acuto. Gli archi venivano entrambi innalzati e resi reali. Le pareti lisce erano perfettamente disadorne con due altari appoggiati alle pareti. Vennero costruite le quattro cappelle laterali con altari conservando la statua della Madonna e di S. Antonio. Non faceva parte del progetto, ma in questa data si decide di demolire il soffitto interamente e di ricostruirlo a vela. Venne conservato solo il quadro con la resurrezione. E’ soltanto nel 1921 che il vescovo Pellizzo può inaugurare l'altare del S. Cuore in marmo di Costozza e di Verona. Il 12.05.1946 il signor Giuseppe Piccinin regala la statua di S. Giuseppe. Alla fine di maggio 1903 ogni lavoro era ultimato. Il paese può tirare un po’ il respiro. In seguito, nel 1906, si affida il progetto di costruzione del campanile a Giordano Sacchetti che il 24 marzo dello stesso anno restituisce il progetto. Ai fabbricieri non piacque la cupola troppo bassa e pesante, tuttavia l'8 maggio venne posta la prima pietra; il 15 settembre fu issata la croce mentre il 27 ottobre le campane poterono dall'alto del nuovo campanile far sentire il loro concerto. Sul campanile fu posta una lapide: FEDE E CARITA' DI PASTORE E POPOLO DALLE FONDAMENTA ERESSE AN MCMVI ANTONIO BERNARDINI CURATO GIORDANO SACCHETTI ARCHITETTO Il 06 aprile del 1924 si poté rifare un nuovo castello per le campane ed acquistare una quarta campana del peso di |
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| Le lapidi commemorative | ||||
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