Home

 


EREZIONE IN PARROCCHIA E DEDICAZIONE

La chiesa era pronta per fare il grande passo e diventare chiesa parrocchiale. Dal tempo che Arlesega venne incorporata all'Arcipretale di Lissaro si ebbe confusione dei due benefici e le temporalità del curato di Arlesega venivano somministrate dall'arciprete di Lissaro. Questo fatto fu più volte causa di litigio tra curazia e parrocchia; per questo motivo (oltre che per campanilismo) Arlesega reclamava una vita autonoma. Ma l’erezione in parrocchia richiedeva, non solo il beneplacito dell’arciprete di Lissaro, ma anche un beneficio di almeno 1000 lire; allora un curaziano molto sensibile ai problemi della curazia e munifico benefattore, Federico Castegnaro, si impegnò con la somma di £ 1500 a completare la rendita del beneficio che si sarebbe ottenuto nella separazione da Lissaro. Appena in tempo perché il 30.04.1903 Federico Castegnaro moriva tra il cordoglio unanime; Arlesega perdeva anche il suo primo organista. Alcuni mesi dopo l’inaugurazione delle opere avvenuta il 19.05.1907, la curazia era eretta in parrocchia e poteva essere posta la lapide a ricordare l’avvenimento.


AEDEM

S.MICHAELIS.ARCHANG.

COLLABENTEM

VICANORUM STIPE

REFECTAM AMPLIATAM EXORNATAM

NOVAQUE TURRI INSTRUCTAM

ALOISIUS PELLIZZO

EP. PATAV.

PAROECIAE TITULO ET IURE DONAVIT

EIQUE

ANTONIUM BERNARDINI

PRIMUM RECTOREM

DECREVIT

IX. KAL. NOV. AN. M.DCCCC.VII

AD

P.R.M.

LAP. POS. AN. M.DCCCC.X

Che traduciamo così: (Questa) chiesa di S. Michele Arcangelo ormai fatiscente, ristrutturata, ampliata, adornata e munita di un nuovo campanile con i soldi degli abitanti del luogo, Luigi Pellizzo, vescovo di Padova, dotò del Titolo e del Diritto di Parrocchia. Ad essa impose per decreto come primo Rettore don Antonio Bernardini. 24.10.1907. Perché rimanesse perpetua memoria dell’avvenimento fu posta questa lapide nell’anno 1910.

In appendice è riportato il decreto di erezione della curazia in parrocchia. Come segno di riguardo verso la Chiesa Madre alla nuova parrocchia rimaneva l’obbligo di offrire il giorno di S. Giovanni Battista ogni anno 2 libbre (907,184 g) di cera. Inoltre per un diritto di consuetudine protrattosi per inerzia e durato fino agli anni 1960 Arlesega non suonava le campane di “Gloria” la sera del sabato santo, se prima non le avesse suonate Lissaro; inoltre l’arciprete di Lissaro andava a ritirare gli oli santi a Padova anche per conto della parrocchia di Arlesega dove continuava ad officiare nel giorno del S. Patrono.

Con l’inaugurazione avvenuta il 29.06.1932 ad opera del vescovo Carlo Agostini della sala “S. Antonio” delle Associazioni Cattoliche ebbe compimento l’edificazione delle strutture parrocchiali. Sulla sua facciata un tempo compariva dipinta una scritta:

AL DIVO ANTONIO

NEL VII CENTENARIO DALLA MORTE

ERETTO 1932

La sala per un certo periodo ebbe anche la funzione di Asilo Infantile. Alla piccola comunità mancava ancora la soddisfazione di avere la Dedicazione della chiesa. Il vuoto fu colmato da don Francesco Monetti parroco che, il 18/10/1987 anno 80° dalla erezione in parrocchia, volle la chiesa consacrata da mons. Filippo Maria Franceschi (in appendice il saluto della comunità al vescovo) che nell’omelia richiama l’importanza del tempio per la preghiera.

Nel settembre del 1990, su invito del parroco don Mariano Massaro, don Francesco Monetti inaugurò il raddoppio della sala parrocchiale che curò e condusse a termine nel 1989 (in funzione delle rigogliose attività sociali e religiose). Una lapide dice:


PATRONATO DI ARLESEGA

OPERA DI FEDE E DI CARITA'

DON FRANCESCO MONETTI

AMPLIO' PERCHE' FOSSE CENTRO

DI UNA COMUNITA' VIVA

                   A.D. 1990

Per terminare con le strutture in muratura: nel 1970 la signora Clotilde Piccinin dona alla Chiesa la sua casa con il terreno di pertinenza. Con il ricavato dalla vendita, dopo la sua morte, nel 1971 si costruisce la Cappellina in cimitero per le tombe dei preti del paese. Attualmente ospita le spoglie del primo Rettore don Antonio Bernardini e dei sacerdoti: don Antonio Brusamarello, don Angelo Giaretta, don Giovanni Brusamarello.

 
Erezione in parrocchia e dedicazione