Home

 


Giuseppe Sacchetti fu una delle personalità più forti e cospicue del vecchio movimento cattolico intransigente, che si raccolse intorno all’ Opera dei Congressi e che rappresentò l’opposizione cattolica contro le classi dirigenti liberali. Nacque a Padova il 21 maggio 1845 da Anna Francesconi, donna di carattere forte, e da Giuseppe, apprezzato ingegnere della amministrazione austriaca. Morì improvvisamente a Firenze il 20 ottobre 1906. La sua salma fu trasportata e tumulata ad Arlesega dov’era la casa avita e dove, quando non trattenuto da ragioni di lavoro, abitava con i figli: Anna, Agnese, Giulia, Pia e Giuseppe Alessio. Amava profondamente Arlesega, il suo clima patriarcale, pieno di affetti, e dal ritmo lento di una vita campagnola, appena increspata dalle bizze del Ceresone e da una certa agitazione al momento delle elezioni amministrative nella vicina Mestrino dove il Sacchetti occupava un seggio nel Consiglio comunale. Gli articoli scritti dal Sacchetti, come i suoi discorsi, sembrano usciti dal clima profetico e solenne dei versetti biblici, ed egli stesso, con la sua barba fluente che gli scendeva spartita in due sul petto e con la sua figura imponente, sembrava sbalzato via da qualche libro della Bibbia. Giovanissimo, Giuseppe Sacchetti entrò nel collegio Fagnani di Padova, vera fucina di cattolici intransigenti, diretto dai padri della compagnia di Gesù. Vi passò otto anni di vita rivelando ingegno precoce e non comune sensibilità letteraria. Nemico acerrimo di ogni forma di ateismo e miscredenza, riconosceva che solo la religione cattolica era necessaria alla convivenza civile, sostegno delle legittimità del potere e strumento di pace contro la corruzione del cuore e della mente che è sempre e solo propria delle classi dirigenti: Il popolo, difeso dalla parrocchia, dalle confraternite religiose e dalle altre organizzazioni ne è immune. Il popolo per Sacchetti è sano per costituzione, devoto e ubbidiente. Fu giornalista di valore. Fondò ancora studente le Letture Cattoliche (Padova), la prima rivista dell’intransigentismo veneto sotto il governo dell’Austria; diresse la Specola e il Codino (Padova), il Veneto  cattolico (Venezia), La lega lombarda (Milano), la Voce della Verità (Roma) e l’Unità cattolica (Firenze) nel periodo delle maggiori fortune del movimento “papista” intransigente.

Il 26.10.1908 fu benedetto il busto di Giuseppe Sacchetti che venne collocato sopra la porta laterale nord-ovest all’interno della chiesa. Oggi il busto si trova sulla facciata della sua casa avita.

La lapide commemorativa recita:

GIUSEPPE SACCHETTI

PRINCIPE FRA I GIORNALISTI D'ITALIA

CHE L'ARGUTA PENNA INFATICABILE

L'ADAMANTINO CARATTERE

GLI STESSI AFFETTI

DI MARITO DI PADRE DOLCISSIMO

TUTTO SACRO' ALLE RAGIONI

DI DIO DELLA CHIESA DEL PAPA

IN QUARANT'ANNI DI LOTTE

CORONATI DA VALOROSO SUL POSTO D'ONORE

DELLA SUA "UNITA' CATTOLICA"

COLORO CHE LO CHIAMARONO MAESTRO FRATELLO

QUI

CON INESTINGUIBILE DESIDERIO

RICORDANO

N. A PADOVA 21 MAG. 1845             M. A FIRENZE 20 OTT. 1906

 
Giuseppe Sacchetti