![]() |
|||
|
|
|||
|
Home |
Poiché Arlesega era al centro di innumerevoli scaramucce tra padovani e vicentini merita di essere ricordato un poema eroicomico: “L’Asino” di Carlo de’ Dottori del 1652. Esso è incentrato su un episodio della contesa tra PD e VI per il possesso del castello di Arlesega. Della soldataglia di stanza nel Castello di Montegalda una notte del 1198 diede fuoco alle case (fatte di paglia e legno) di Veggiano. Un gruppo di 100 armati di stanza nel castello di Arlesega, comandati da Ruténo del Tao, come rappresaglia, andarono all’assalto del Castello di Montegalda. Nello scontro i Padovani riuscirono a conquistare il vessillo del vicentino Mussato (Viviano) che lo difendeva e che recava trapuntata una testa d’asino azzurra su campo giallo. I padovani quella volta riuscirono vittoriosi. Quella sera tornarono al Castello di Arlesega per passare la notte e curare sommariamente le ferite. Al mattino con grande giubilo partendo da Arlesega caricarono lo stendardo su un asino e lo portarono in corteo fino a Padova dove, giunti in piazza del municipio, l’impiccarono (lo stendardo, s’intende!). I festeggiamenti durarono circa un mese. La guerra per la restituzione dello stendardo (l’Asino) si estese poi a tutte e due le province ed anche alla provincia di Verona. |
|||
| Contesa | ||||