Celebrazioni

 

 

Alcune note

che rispondono ad un desiderio di comprensione e di trasparenza

Notificazione circa l'offerta della santa messa

Celebrazioni di Sante Messe con pił intenzioni

 

Notificazione circa l'offerta della santa messa

1 . Più volte il Magistero della Chiesa ha confermato e incoraggiato la costante tradizione secondo la quale i fedeli, per una più attiva partecipazione alla celebrazione eucaristica, uniscono un loro personale concorso, contribuendo così alle necessità della chiesa e particolarmente al sostentamento dei suoi ministri.

2 . 1 vescovi del Triveneto, nella riunione del 02.10.200 1, nel confermare tale prassi, hanno ritenuto opportuno rivedere l'ammontare dell'offerta fissata il 20.04.1993, elevandola da £ 15.000 a Euro 10 (dieci) a partire dal 01.01.2002. In tal senso, a norma del can. 952, è stato emesso dal Card.   Patriarca, Presidente della Conferenza Episcopale Triveneta e Metropolita della Provincia ecclesiastica Veneta, un apposito decreto.

3 . Nel portare a conoscenza tale disposizione, l'ordinario Diocesano ritiene opportuno ricordare le disposizioni:

a) la indicazione dell'offerta va data ai fedeli per un loro opportuno orientamento, avvertendo che "deve essere tenuta lontana qualsiasi apparenza di contrattazione o di

commercio" (can. 947).

b) il sacerdote è obbligato ex iustitia ad applicare messe distinte secondo le intenzioni di coloro per i quali singolarmente l'offerta, anche se esigua, è stata data e accettata (can. 948).   La prassi di ricevere offerte cumulandole in vista di una sola Messa con una intenzione cosiddetta "cumulativa" deve considerarsi eccezionale.

Un tale uso non va allargato e nelle parrocchie dove è stato introdotto, esso è disciplinato secondo la normativa data dalla Congregazione del Clero in data 22.02.199 1, che prevede la possibilità di tali celebrazioni soltanto due volte alla settimana, con l'obbligo per il sacerdote di trattenere soltanto un'unica offerta, trasmettendo la somma eccedente all'Ordinario Diocesano che la destinerà a finalità da lui stesso stabilite secondo il can. 951 § 1° del C.I.C. Cfr.   Bollettino Diocesano 1991, pp. 431-434; Istruzione CEI in materia amministrativa n. 29);

c) per quanto riguarda le Messe binate o trinate, il sacerdote celebrante può trattenere una sola offerta; la Messa binata o trinata va celebrata di regola o secondo le intenzioni degli offerenti oppure "ad menteln Episcopi"; sia nel primo che nel secondo caso, alla fine dell'anno, va   notificato alla Curia Diocesana il numero di tali Messe, accompagnato dalle offerte per le Messe applicate non   "ad mentem Episcopi", per le quali al celebrante è consentito di trattenersi il 25%.

Il sacerdote, tenuto ad applicare la Messa "pro populo ", in caso di binazione può trattenere l'offerta intera della seconda Messa.

Nel caso in cui è consentito di binare per partecipare ad una concelebrazione , il sacerdote a nessun titolo può percepire l'offerta per la seconda messa (can. 951 § 2), la quale va applicata secondo l'intenzione inerente alla con cui si partecipa;

d) viene confermata la prassi esistente in diocesi in base alla quale il 10% del ricavato dalla " busta-chiesa " viene destinato alla celebrazione di sante Messe "pro animabus ", da celebrarsi in parrocchia o tramite la Curia.

Si raccomanda di non favorire la raccolta indiscriminata di intenzioni di sante Messe.

L'assegnazione di intenzioni anche a sacerdoti non diocesani venga fatta attraverso la Curia Diocesana.

  Padova, 16 novembre 2001

 

Celebrazioni di Sante Messe con   più    intenzioni

 

Constatato che negli ultimi tempi si sono verificate molte richieste di celebrazione di sante messe per i defunti, e che è prassi ormai consolidata in molte parrocchie, su autorizzazione della Curia Diocesana, la celebrazione due volte la settimana di messe con più intenzioni, anche la nostra parrocchia ritiene opportuno adeguarsi a questa prassi, fermo restando il principio che ogni Eucaristia è celebrata da sempre per tutti i fedeli defunti, e che l'offerta data al sacerdote per una specifica intenzione è frutto di una prassi plurisecolare che significa solo una particolare sottolineatura di ricordo di una persona cara che ci ha lasciato e che per la quale è bene offrire la nostra preghiera di suffragio a purificazione dei peccati e di quanto consegue al peccato.

 

Rilevato inoltre che molti fedeli chiedono la celebrazione secondo la loro intenzione nelle messe festive del sabato e della domenica e che celebrando in queste circostanze se ne avvantaggia anche la partecipazione all'Assemblea Domenicale,   si ritiene opportuno, fatte le debite eccezioni per particolari occasioni e solennità, orientare tali celebrazioni plurintenzionali alle celebrazioni festive del sabato e della domenica, seguendo per quanto possibile ed in via sperimentale i criteri che elenchiamo di seguito.

 

Si fa inoltre presente ai fedeli che il sacerdote che celebra secondo più intenzioni può trattenere per sé solo una offerta, ( che si ricorda essere indicativamente fissata in € 10,00 ) , mentre le rimanenti offerte saranno trasmesse alla Curia Diocesana che provvederà a far celebrare ad altri sacerdoti non in cura d'anime, ma presso organismi diocesani (curia, seminari, uffici diocesani ) o in terra di missione le messe richieste dai singoli fedeli.

 

Criteri di celebrazione

 

•  Le Sante Messe con più intenzioni nella parrocchia di Arlesega indicativamente saranno celebrate nelle liturgie domenicali del Sabato e della Domenica , per facilitare una maggior partecipazione all'Assemblea domenicale.

•    Nulla impedisce comunque la celebrazione di S. messe con più di una intenzione anche in altri giorni della settimana.

•  In occasione di celebrazioni nel VII°, nel XXX° e nel I° anniversario del giorno della morte di un fedele, queste avranno comunque motivo di precedenza su altre intenzioni, anche ordinate precedentemente.

•  Nel caso di celebrazione di esequie (funerale), si riterrà automaticamente sospesa la messa in calendario in quel giorno anche se nel giorno di sabato o di domenica e le intenzioni relative rinviate alla domenica successiva o ad altro giorno indicato dai familiari.

•  In occasione di particolari celebrazioni parrocchiali, vicariali, diocesane: Come sopra .

•  La messa parrocchiale delle principali solennità (Pasqua, Natale. ed indicativamente le solennità di precetto) si ritiene opportuno celebrarla sempre per le necessità spirituali della comunità parrocchiale.

•  Resta comunque nella facoltà del parroco adattare in occasione di motivate esigenze pastorali i criteri sopra esposti.

 

 

 

 
Eucaristia
Note