Celebrazioni

 

 

IL SACRAMENTO DELL'EUCARISTIA

 LA FISIONOMIA DELLA MESSA LUNGO I SECOLI

La nascita di una liturgia cristiana

LA LITURGIA È UN MEMORIALE

LA LITURGIA NELLA SUA DIMENSIONE RITUALE E SIMBOLICA

Il simbolismo nell'Eucaristia

La comprenSibilità dei riti

L'IMPEGNO NELLA VITA

 

LA FISIONOMIA DELLA MESSA LUNGO I SECOLI

 

L'istituzione dell'eucaristia avviene naturalmente durante l'ultima cena, tuttavia essa è come prefigurata dai vari banchetti che Gesù compiva con amici e peccatori e che gli evangelisti non hanno dimenticato di riportare con fedeltà.   Di incontri a mensa ve ne sono poi anche dopo la resurrezione.

Già i quattro racconti del Nuovo Testamento che narrano l'ultima cena di Gesù , la sera del giovedì santo, rispecchiano una tradizione liturgica presente nelle prime comunità cristiane .

Uno schema della celebrazione eucaristica che ben presto si è formato lo si può trovare in Luca nell'episodio dei discepoli di Emmaus .

Le parole di Gesù durante l'ultima cena stanno al centro dell'evento, esse sono l'espressione compiuta di una scelta di donazione ormai totale ed hanno sullo sfondo la figura del Servo sofferente di Jahvè presente in Isaia, specialmente Is 53, al quale Gesù si era del resto già identificato in altre occasioni .

A poche ore dalla sua passione, Gesù anticipa nel rito l'offerta della sua vita quando parla di un corpo donato e di un sangue versato.

Il collegamento con la cena pasquale ebraica, e dunque con il sacrificio dell'agnello carico dei peccati degli uomini, che sta al centro di quella celebrazione, aiuta all'identificazione dell'agnello con Gesù : ora lui si carica di tutto ciò.

Lui è il vero agnello di Dio che toglie i peccati del mondo, come dice anche la liturgia.

Fu però alla luce dell'evento della resurrezione che i discepoli perpetuarono quel rito secondo l' invito stesso di Gesù .

Nel "fate questo in memoria di me" di Gesù , la chiesa ha colto infine il compito/obbligo della celebrazione eucaristica che rende presente l'evento antico e attualizza la salvezza che da esso origina.

L'unico sacrificio di Cristo viene in tal modo ri-presentato (non ripetuto) dalla chiesa per la salvezza del mondo intero.

 

Perciò l'eucaristia non è solo ricordo della morte di Gesù , bensì anche della sua resurrezione, dunque di tutto il mistero pasquale.

 

La nascita di una liturgia cristiana

È probabile che storicamente la liturgia eucaristica si sia costituita sulla falsariga del rituale conviviale (benedizioni, rendimenti di grazie, suppliche) ebraico con l'aggiunta poi del Sanctus e dell'invocazione allo Spirito Santo: si sarebbe così formata la preghiera eucaristica che sta al cuore della messa .

Per ciò che riguarda la celebrazione della messa, Giustino descrive una celebrazione a Roma alla metà del II secolo già abbastanza simile alle nostre messe: raduno, letture, omelie, offerte, preghiera eucaristica, comunione.

Durante le persecuzioni le celebrazioni venivano fatte in casa, non vi poteva essere un edificio pubblico, una chiesa , solo dopo la pace costantiniana del 313 sorgono le grandi basiliche e il rito comincia ad ampliarsi fino ad essere particolarmente farzoso , specie in Oriente dove ci si ispirava alle usanze della corte imperiale bizantina.

Nei primi secoli non vi è una uniformità liturgica nella chiesa e assistiamo alla formazione di diverse famiglie liturgiche attorno alle comunità più importanti o grazie all'opera di figure particolarmente significative .

Una eccessiva libertà , il timore di espressioni della fede infelici, orientarono scelte via via sempre più unitarie.

In ogni caso la creatività liturgica si esaurisce nel Medioevo dove ci si preoccupa di conservare il patrimonio del passato da custodire fedelmente.

Ci si orienta inoltre per l'uso di una sola preghiera eucaristica, il Canone Romano , il ministro assume un ruolo via via più centrale, mentre la comunità si fa sempre più passiva al punto da non comprendere più la lingua latina che veniva usata.

La liturgia si clericalizza e diventa azione quasi privata del sacerdote.

La controversia di Berengario (IX secolo), che negava la presenza reale di Cristo nell'eucaristia, portò ad una reazione tutta intesa ad affermare tale verità con l'effetto di portare però ad un devozionismo esagerato (si guardava Gesù-eucaristia per essere guariti, grande sviluppo delle adorazioni eucaristiche, delle processioni etc.) mentre non si faceva quasi più la comunione per timore di essere indegni anche solo di toccare il pane consacrato.

Le stranezze liturgiche si moltiplicano, tra cui gli abusi .

Sotto la qui salutare provocazione della Riforma protestante, il Concilio di Trento intervenne per porre termine agli abusi, ma finì poi per orientare la teologia ad analizzare dell'eucaristia solo gli aspetti contestati dai protestanti, cioè la presenza reale, il valore sacrificale, il ruolo del ministro.

Successivamente Roma impose il Messale di Pio V (1570) per uniformare la liturgia cattolica, mentre nacque la Sacra Congregazione dei Riti (1588) per regolare tutte le celebrazioni, finendo poi però col tempo in un rubricismo esasperato e sfarzoso.

Ci vorrà il movimento liturgico dei primi decenni del ' 900 per cambiare le cose e pensare una celebrazione più adatta ai tempi e più in grado di dire la verità di ciò che esprime.

Per arrivare poi alla riforma che fece seguito al Concilio Vaticano II, la cui espressione più evidente fu l'introduzione delle lingue nazionali al posto del latino.

 

LA LITURGIA È UN MEMORIALE

 

La liturgia, non è un semplice ricordare un episodio antico, magari bello, come può essere festeggiare un compleanno.

Vi è qui, al contrario, una particolarissima forma di contemporaneità resa possibile dalla celebrazione, grazie alla quale ogni uomo di ogni tempo è come raggiunto dall'evento celebrato e di esso si sente protagonista.

La liturgia cristiana ha fatto proprio questo concetto usando l'espressione biblica di memoriale.

Testimonianza di ciò sono proprio le formule liturgiche per cui, ad esempio, a Natale si dice: "Oggi Cristo è nato", a Pasqua "Questa è la notte in cui Cristo è risorto", "Questo è il giorno che ha fatto il Signore", all'Ascensione: "Oggi Cristo ascende al cielo", a Pentecoste: "Oggi si compie la Pentecoste" etc.

Così ad ogni S. Messa, che ricorda la morte e la resurrezione di Gesù , noi siamo, come gli apostoli, contemporanei, siamo lì presenti.

Ora a me è chiesto il sì della fede, a me, "discepolo di seconda mano" ( Kierkegaard ) per nulla svantaggiato rispetto ai discepoli di prima mano contemporanei di Gesù .

La seconda cosa che emerge è che allora ad ogni celebrazione è come se tutta la storia della salvezza avesse per me, ora, il suo completarsi nella liturgia alla quale partecipo.

È proprio questa, del resto, la modalità fondamentale attraverso la quale la chiesa porta a compimento la sua missione: offrire a tutti gli uomini la possibilità dell'incontro trasformante e rigenerante con Cristo risorto.

Perciò il Vaticano II afferma, detto in altri termini, che la liturgia è il culmine dell'agire della chiesa, ciò per cui essa è stata voluta e pensata da Gesù .

Ma, ancora, poiché la chiesa trova la forza e la capacità di portare a termine questa opera immensa dalla grazia di Dio che le è stata promessa fin dalle sue origini, ne consegue che la liturgia, datrice di grazia, sia anche da considerarsi fondamentale per l'esistenza stessa della chiesa, che da essa trova forza, energia e vita.

Perciò la chiesa fa sì l'eucaristia , ma, e al tempo stesso, l'eucaristia fa la chiesa .

 

LA LITURGIA NELLA SUA DIMENSIONE RITUALE E SIMBOLICA

 

Come sappiamo la grazia che ci slava giunge a noi attraverso riti e simboli umani che diventano sacramenti in forza della parola del Signore.

Se Dio, per venire incontro all'uomo, si fa uomo, allora significa che ha scelto di portarci la salvezza sempre in modo umano, dunque con questa modalità , proprio perché   tutta la nostra vita e costellata di riti e simboli.

Nella vita di ogni giorno i riti sono delle azioni che si ripetono sempre in modo uguale, cosa che accade in tutti gli ambiti: familiare, sociale, politico, sportivo, etc.

Alcuni sono davvero di ogni popolo, anche del più sviluppato e tecnologico, un fatto, dunque, trasversale.

All'origine di ogni gesto rituale vi è sempre un qualcosa che si vuole rendere presente e che non è nella nostra totale disponibilità.

In questo caso si ricorre al rito, e se è così, allora si capisce perché i riti hanno una così grande parte in tutti i sistemi religiosi.

Questo rimando avviene attraverso un linguaggio fatto di parole e gesti comprensibili che però dicono qualcosa di più profondo (il battesimo non è solo un bagno, una processione non è solo una passeggiata!).

Il codice che rende possibile la comprensione dei simboli liturgici è dato , evidentemente, dalla evangelizzazione, dalla catechesi, dal rapporto vissuto con una comunità cristiana, dalla fede, benché talvolta essi possano essere letti in altro modo (battesimo solo come segno di appartenenza ad una nazione ritenuta di cultura cristiana etc.).

 

Il simbolismo nell'Eucaristia

L'eucaristia, in particolare, assume il linguaggio di comuni e fondamentali esperienze umane per farne espressione e simbolo di quella realtà indicibile, più grande di ogni parola umana, che è il mistero di Cristo e della chiesa.

Dio si serve e fa propri tratti tipicamente umani del vivere quotidiano.

1. Il primo simbolo nella messa è proprio la comunità riunita nel giorno del Signore.

Nel riunirsi della messa qualcosa di umano (lo stare insieme) indica qualcosa di più profondo (la chiesa comunità): è una sorta di anticipazione del Paradiso.

2. Come ogni gruppo umano per esistere sente costantemente la necessità di raccontare ed evocare, così la liturgia eucaristica fa continua memoria delle proprie origini attraverso la lettura della Parola e il racconto fondatore dell'Eucaristia.

3. Che l'Eucaristia sia all'origine un pasto conviviale dice che essa continua a nutrire e a creare comunione, sia pure ad un altro livello: essa è nutrimento per la vita eterna e realizza una comunione definitiva con Dio e con i fratelli.

4. Nella vita di ogni giorno il nutrimento indica sempre un sacrificio: ci nutriamo di qualcosa che muore o si dà, così l'eucaristia è sacrificio, è un nutrimento che ci viene donato ed offerto, il sacrifico è quello di Gesù che dà la sua vita per la salvezza del mondo. Il sacrifico più grande ha l'effetto più grande: il nutrimento per la vita eterna.

Il riferimento al sangue richiama inoltre il tema biblico dell'alleanza.

Il sangue quale segno di alleanza era presente, infatti, anche nell'Antico Testamento, dopo quella sul Sinai, ad esempio, esso fu sparso sull'altare e sul popolo per indicare la consanguineità tra Dio e Israele , ma qui vi è l'eterna alleanza e il sangue non è di un animale, ma di Gesù stesso!

5. Il pane e il vino erano gli elementi quotidiani ed essenziali del pasto, il pane indica il bisogno fondamentale, il vino indica la festa, dà vigore, fa compagnia, pane e vino sono inoltre frutto di una fatica, di un lavoro dell'uomo. Così l'eucaristia è nutrimento, è festa, ma è anche fatica e lavoro offerti, primariamente, da Cristo.

6. La comunione si realizza poi nel mangiare insieme che, nel simbolo, significa accostarsi a ricevere l'eucaristia.

 

La comprensibilità dei riti

È necessario interrogarsi se i riti dell'Eucaristia, o di qualsivoglia liturgia, dicano oggi effettivamente quanto intendono significare.

Per esempio non si usa il pane, ma l'ostia, ciò mantiene il valore simbolico?

Dove non si coltiva la vite, quale valore simbolico può avere il vino? E per gli astemi.?

Per lo stesso motivo in Asia si dovrebbe celebrare l'eucaristia non con il pane e vino, ma con il riso e il thè .

È inevitabile che il linguaggio simbolico abbia dei limiti e difficilmente come tale possa parlare immediatamente a tutti, esso necessita sempre di una spiegazione, in alcuni casi essa dovrà essere completa ed adeguata.

Meno percorribile sembra la strada di cambiare i simboli per meglio trasmettere i contenuti, per motivi di tradizione e di storicità.

È però la parola della fede a dire in maniera definitiva i contenuti di ciò che viene celebrato, ed essa è sempre e dovunque la stessa, nella messa tale parola è costituita dalla preghiera eucaristica

 

L'IMPEGNO NELLA VITA

La comunione con Cristo che l'eucaristia realizza nella forma più alta non ha niente di intimistico e di solo sentimentale, essa è piuttosto richiamo concreto a fare comunione con il Cristo presente nei fratelli, specie nei più bisognosi.

Il nutrirsi dell'eucaristia ci consente il dimorare con Gesù : "Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui" e dunque di dimorare con tutti i fratelli, i tanti chicchi di grano diventano un solo pane, i tanti acini d'uva diventano un solo vino.

Tale unità andrà poi concretamente realizzata nella vita, si fonda anche qui l'importanza del movimento ecumenico.

Si realizza così la comunione desiderata al livello più alto, con Dio e tra gli uomini.

La celebrazione eucaristica si apre del resto al mondo intero nelle preghiere che fanno seguito alla consacrazione, tutto il mondo viene evocato in quel momento, così come si ricordano non solo i vivi, ma anche i defunti.

Così il segno della pace è espressione di apertura e di amore con il mondo intero riconosciuto formato da fratelli in Cristo, in nessun caso anonimi, benché non conosciuti personalmente.

Tutta questa simbolica trova poi il suo compimento nel fare la comunione che è una autentica sorta di anticipazione della vita eterna, così facendo già cominciamo, infatti, a conformarci a lui.

Lo scioglimento dell'assemblea è un invito alla missione, a portare agli altri quanto in chiesa si è sperimentato e a glorificare sul serio il Signore nella propria vita.

Così la messa si prolunga nelle strade, nelle case, nei luoghi di lavoro, di svago, di studio, sportivi etc. e non viene vista come una parentesi estranea alla vita reale di tutti i giorni.

Il rapporto con Cristo/eucaristia può proseguire poi nella forma della visita al Santissimo, dell'adorazione, della comunione ai malati e del viatico.

 

 
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