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Celebrazioni |
LA PREGHIERA
La preghiera cristiana, può essere definita come: l'incontro personale dell'uomo in dialogo umile con Dio Padre attraverso Gesù Cristo, suo figlio e nostro fratello, nella forza dello Spirito Santo. Vediamo di esplicitare questa definizione prendendola in esame parola per parola. Incontro: dice vicinanza, contatto. Possibilità di interscambio di sentimenti. Personale: non é la spiegazione filosofica di un essere indefinito. Non é "un'altra cosa", ma "l'Altro", quello che interpelliamo come un "Tu", che ci guarda e ci comprende, disposto ad esaudirci, disposto a parlarci. Dell'uomo: sono io questo uomo (inteso maschio e femmina), nella mia singolarità e nella mia circostanza. Qui e adesso. In dialogo: é rendere reale la possibilità di interscambio di sentimenti. Dio ha sempre l'iniziativa. Gesù Cristo é la sua Parola. C'é un offerta di amicizia. Non ci costringe. Ci presenta le condizioni per entrare nella meraviglia del suo Amore. A noi tocca corrispondere, chiedendo magari aiuto, chiarezza. Umile: é innanzitutto l'umiltà da parte Dio, che si abbassa fino alla nostra miseria, al livello del nostro peccato. Ma anche da parte nostra deve essere umile: siccome il nostro stesso "essere creatura" é dono di Dio senza possibilità di un merito previo, la nostra condizione di peccatori inclini ad una indipendenza egoista ci rende positivamente indegni. La preghiera deve essere, dunque, un grido dinanzi alla sua misericordia. Con Dio Padre: la paternità di Dio, come vicinanza e cura amorosa per l'uomo, é l'aspetto più profondo della rivelazione cristiana. La coscienza della immediatezza divina, appresa nella fede, non elimina la sensazione della sua trascendenza, che si fa paradossalmente vicinanza più intima della stessa nostra persona e diventa come radice attiva del nostro essere. Attraverso Gesù Cristo: la vicinanza di Dio non é un idea astratta. Dio si é fatto uomo nel suo Figlio. Adopera il nostro linguaggio. Può essere toccato. Lo si può additare: "E' Lui!", "Sei Tu!". E' questione di fede, però una fede con fondamento storico, con la serie di testimoni che continuano a formare la chiesa da quando Gesù rimase sensibile fra noi. E, ciò che é ancor più interessante, pregò e ci insegnò a pregare (come vedremo più avanti), facendosi solidale con l'umanità. Nella forza dello Spirito Santo: lo Spirito Santo che é l'Amore personale unitivo del Padre e del Figlio, entra nella vita di ogni cristiano e nella chiesa intera, come un dono di Grazia che ispira e muove le "molle" della nostra vita spirituale. Lui continua a dare testimonianza e a rendere "vivificante realtà" l'azione salvatrice di Cristo, dando consistenza al suo corpo mistico, la chiesa (cioè noi), e al suo corpo sacramentato, l'eucarestia.
La prova che noi siamo figli di Dio é questa: Dio ha mandato il suo Spirito dentro di noi, che grida (prega) con gemiti inesprimibili : Abbà, Padre!
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