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Celebrazioni |
LA CONFERMAZIONE
Se i sacramenti dell'iniziazione cristiana sono finalizzati ad inserire sempre più il cristiano nel mistero di Cristo e della chiesa, evidentemente la confermazione segna uno sviluppo, un passo in avanti verso questa meta. Vi è qui la logica tutta umana della crescita e di una progressiva perfezione finalizzata a rendere il cristiano in grado di poter ricevere poi l'eucaristia. In questo senso si è soliti dire che il sacramento della confermazione è caratterizzato da un ulteriore, secondo, dono dello Spirito al credente.
1. Riferimenti biblici e prassi celebrative Anche Gesù, segnato dallo Spirito nel giorno dell'incarnazione, dopo il battesimo di Giovanni, uscito dall'acqua, viene nuovamente ricolmato di Spirito Santo . Fin dalle origini cristiane il gesto battesimale fu seguito da altri riti che parlano ancora di trasmissione dello Spirito. Così, ad esempio, hanno fatto Pietro e Giovanni con i samaritani già battezzati da Filippo ed anche Paolo con i discepoli di Efeso , imponendo loro le mani. Nel rito richiamano proprio questo gesto l'imposizione delle mani cui fa seguito l'unzione crismale (perciò cresima) operate dal vescovo ai primi tempi subito dopo il battesimo, in seguito, a motivo dell'espandersi della chiesa, in un momento successivo per più candidati. Tale separazione tra il momento del battesimo e quello della cresima divenne definitiva poi nella riforma carolingia . In Oriente l'unzione crismale è ancora oggi data dal presbitero subito dopo il battesimo, il collegamento al vescovo è comunque mantenuto dall'olio usato che è benedetto esclusivamente dal vescovo.
2. Motivi teologici La Pasqua di Gesù trova il suo compimento con il dono dello Spirito a Pentecoste. Gesù lo aveva promesso, ci avrebbe mandato lo Spirito una volta risorto . Ciò non significa, naturalmente, che i battezzati prima della Cresima non abbiano ricevuto già il dono dello Spirito (del resto la cresima è una confermazione). Come a Pentecoste, così la Cresima è un dono dello Spirito che conferma un dono già ricevuto, se il battesimo è la nascita, allora la Cresima significa la crescita, l'investitura, come afferma Tommaso d' Aquino . Il legame con la chiesa è ora approfondito ed arricchito, il vincolo è ancora più forte, significativo e fruttifico, aumentano i doni ed anche le responsabilità del fedele (soldati di Cristo!) la presenza del vescovo o di un suo delegato, conferma tutto ciò: è l'autorità della guida che accoglie ed invia. Ora il cristiano ha tutti i doni necessari per vivere la fede, scoprire la propria vocazione, rispondere a Dio in modo adeguato, dare il suo contributo attivo e necessario alla comunità cristiana, vivere da vero testimone, credibile e coerente.
3. L'uso dell'olio nel battesimo e nella cresima L'olio è di aiuto nella lotta , rende belli, profuma come lo Spirito, è il sigillo dello Spirito, ora apparteniamo totalmente a lui e ci possiamo realizzare solo in questa libera appartenenza. L'olio è anche medicinale, e infatti lo Spirito guarisce, l'olio macchia in, maniera indelebile, e così è la nostra presa di possesso da parte di Dio. Re, sacerdoti e profeti erano unti nell'Antico Testamento, in una forma interiore lo erano anche i profeti . Consacrato dall'unzione è soprattutto il servo di Jahvè di Isaia la cui ancora misteriosa figura trova piena realizzazione nel Messia, in Gesù di Nazaret . Con la Cresima la nostra associazione a Cristo è allora rinforzata e resa forte e stabile, ora il credente può completare la sua iniziazione con il sacramento vertice: l'eucaristia. Se dunque con il battesimo si entra a far parte della grande famiglia dei figli di Dio, con la cresima il battezzato riceve un ruolo specifico da esercitarsi nella comunità ecclesiale.
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| Cresima Catechesi |
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